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FRISELLA senza impasto

Conoscete le friselle?  La frisella, anche chiamata frisa, è un prodotto da forno tipico dell’Italia del Sud.  Fatta solitamente di grano duro, viene cotta al forno, tagliata a metà in senso orizzontale e messa di nuovo in forno per la biscottatura.  Si presenta forosa da un lato e compatta dall’altra. Non è proprio considerato un pane proprio perchè è cotta due volte.  Può essere conservata a lungo.  La sua forma è voluta proprio per le esigenze di trasporto e conservazione, in quanto venivano infilate in una cordicella che veniva poi annodata.  Si dice che risalgono al 10° secolo a.C. e venivano mangiate dai navigatori fenici durante i lunghi viaggi, dopo essere ammorbidite con acqua di mare e insaporite con olio.

La frisella di farina di grano, prima del dopoguerra, era riservata ai benestanti, mentre i meno abbienti, usavano le friselle fatte con farina di orzo oppure fatte con miscele di orzo e grano.

Come nella tradizione Fenicia, in Puglia si usava bagnare le friselle con acqua di mare e condite con pomodori freschi. Veniva usata anche come fondo per le zuppe di pesce durante le lunghe battute di pesca.

Nel Sud si conserva tutt’ora la tradizione della panificazione “secca” e la frisella viene creata in varie pezzature e venduta in confezioni imbustate nei supermercati di tutta Italia.

E ottima come base della caponata, ricetta Napoletana, fatta con pomodoro a pezzetti, aglio, olio, origano e basilico sulla frisella bagnata.  La frisella può essere bagnata e condita con olio extra vergine d’oliva, pomodorini fatti a pezzetti, aglio sminuzzato, origano, olive nere, olive bianche, tonno oppure alici. Ottima anche la tradizione Barese dove le friselle vengono cosparse d’olio, acqua, sugo di pomodoro e un filo di vino, poi condite con carciofini e lampascioni.

Amare il buon cibo e riuscire a soddisfare una voglia è una cosa meravigliosa.  Le friselle, come abbiamo detto sopra, si trovano ormai in ogni supermercato italiano … ma se stai lontano dai negozi?  Allora provi a farle, ripensando a quelle più buone che hai mangiato.  La ricetta è semplice, un comune impasto con idratazione al 50/100 poi si formano dei panini a forma di ciambella, si cuociono, si tagliano e si fanno seccare in forno. Ma noi abbiamo voluto provare con la tecnica del no/knead tradotto no/impasto, che ci sta affascinando sia per i risultati sia per la semplicità di esecuzione.

Quelle che non abbiamo mangiato subito, le abbiamo messe in un sacchetto di carta dove si conservano anche per un mese.  All’occorrenza le tiriamo fuori per un pasto veloce, ma gustoso e salutare, e sono ottime anche per un aperitivo.

Ingredienti:

500 gr di farina

400 ml di acqua

3 gr di lievito di birra fresco

12 gr di sale

10 gr di olio

In un contenitore mettiamo la farina, aggiungiamo l’acqua nella quale abbiamo sciolto il lievito, poi aggiungiamo l’olio e il sale. Mescoliamo con un cucchiaio per far assorbire l’acqua, senza impastare. Copriamo e dopo mezz’ora rovesciamo l’impasto sul tavolo e facciamo qualche piega. Ripetiamo quest’operazione 4 volte, poi lo lasciamo per due ore a temperatura ambiente prima di metterlo in frigo. Al mattino lo tiriamo fuori e dopo due ore lo mettiamo di nuovo sul piano di lavoro infarinato e ricaviamo 6 pezzi. Allunghiamo ogni pezzo e formiamo delle ciambelle.  Le mettiamo a lievitare e quando saranno cresciute le inforniamo a 200° fino a quando sono leggermente colorite. Le sforniamo, dopo circa mezz’ora le tagliamo a metà e le inforniamo a 150° per farle seccare.  Quando diventano belle colorite le sforniamo. Eccole bagnate sotto l’acqua corrente e condite con i pomodori, l’olio extra vergine d’oliva, basilico e origano.

 

 

Friselle

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